16a MARCIA
DELLE
SETTE PORTE
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7 luglio 1890 Demolizione Porta Lupia

Porta Lupia eretta nel XIII° secolo, apparteneva alla IIa cinta muraria della città, era situata all'estremita del Campo Marzo, tra la barriera Eretenia e la Porta di Monte. Si componeva di 2 torri congiunte da cortina. Una porta con arco a tutto sesto, sotto la torre maggiore era l'unico ingresso con ponte levatoio., era priva di saracinesca. La torre di pianta quadra era costruita in mattoni, mentre la cortina in sasso bianco. Tra il muro di fronte e il muro di cortina, opportune feritoie davano spazio ai difensori per colpire il nemico che avesse tentato di forzare la porta d'ingresso.
Era anche chiamata di San Giorgio perchè metteva nella chiesa omonima (di Viale Fusinato) che poi servì da lazzaretto.

Era Podestà di Vicenza Francesco Sanudo con capitano Francesco Diedo quando il nobile Nicolò Braschi veniva ammazzato dai suoi nemici i quali fuggirono per Porta Lupia che fu murata e riaperta solo il 28 luglio 1471.

7 ottobre 1513 a pochi chilometri da Vicenza a Motta avvenne una battaglia tra l'esercito Veneto comandato da Bartolomeo d'Alviano e i soldati tedeschi e spagnoli comandati da Prospero Colonna (1452 – morto a Milano 30 dicembre 1523) e dal marchese di Pescara. Bartolomeo d'Alviano ferito e stremato si rifugia a Vicenza, ma trova chiusa Porta Santa Croce, girà attorno alle mura sino al Campo Marzo, attraversa a nuoto il Retrone alla Porta Lupia, entrando in città.

Nella difesa di Vicenza del giugno 1848, Porta Lupia proprio sotto Monte Berico fu il luogo della massima resistenza.

Nel 1887 a Vicenza, moriva il noto benefattore Serafino Formenton che, lasciava 10.000 (diecimila Lire) al Comune con l'obbligo (legato) di erigere una barriera al posto del Torrione di Porta Lupia.
La costruzione doveva avvenire entro il mese di ottobre 1890, se la barriera non fosse stata costruita, la somma doveva essere distribuita tra le 50 famiglie più bisognose della città.
Dal 1887 al 1890 del lascito e di Porta Lupia, non si seppe nulla. Tutto d'un tratto apparve un progetto di demolizione del Torrione e del muro adiacente. Il Consiglio Comunale con delibera del 14 maggio 1890, approva la demolizione della porta, per ottemperare alla volontà del Formenton.
Il 7 luglio cominciano i lavori, non senza le proteste di alcune nobili figure Vicentine come il conte Alvise Da Schio che con stringenti articoli pubblicati su La Provincia di Vicenza nel maggio 1890, difese le ragioni storiche di Porta Lupia dando una solenne lezione a certi scrittori che “mettono a nudo la strada più brutta e inutile di Vicenza distruggendo le memorie”.
Il Cav. Antonio Caregaro Negrin, distinto architetto Vicentino, non solo sostenne le ragioni di Porta Lupia, ma pur di conservare qualcosa, fece gratuitamente quattro progetti per il comune, ma fu tutto inutile, di Porta Lupia non restò nulla, se non un quadro a Santa Corona del Verla, un quadro di Nello Mengotti al Museo e due quadretti.

 
Domenica 2 ottobre
Piazza Duomo
Ore 9.00