16a MARCIA
DELLE
SETTE PORTE
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Premessa storica alla manifestazione
di Luciano Parolin

La manifestazione prende il nome di Marcia delle 7 Porte perché tocca i resti delle più importanti porte medioevali di Vicenza, seguendo grosso modo, il sistema difensivo costruito dagli Scaligeri, signori di Verona, verso la fine del 1300. La prima edizione della Marcia è datata 1978, una mia idea, diventata operativa nella Scuola Media Andrea Palladio di Contrà Porta Nova.

Giardino Salvi: nel parco sistemato dai Valmarana nel 1592 e acquistato dal comune nel 1907, si possono vedere le due magnifiche logge: quella Palladiana del 1592 e la seicentesca Loggia del Longhena, che è anche il progettista dell’arco d’ingresso. Numerosi i busti marmorei di illustri cittadini come il pittore Bartolomeo Montagna, il musicista Giuseppe Apolloni, l’insegnante Laura Lattes e altri.

Porta Castello: qui un tempo esisteva una delle più antiche porte di Vicenza, Porta Feliciana, poi abbattuta e sostituita dalla attuale Porta Castello che faceva parte, insieme alla possente mole del Torrione del complesso fortificato costruito dagli Scaligeri su precedenti edifici degli Ezzelini.

Campo Marzo: è leggenda che questo fosse il Campo di Marte o Campo Marzio; invece fin dal 1200 è noto col nome di Campus Marcius, essendo la zona marcia, paludosa, in questo loco si svolgevano le fiere degli animali. Costeggiando il corso della Seriola, si arriva al Ponte Furo, sul fiume Retrone, già esistente nel 1200. Da ammirare, sulla sinistra, una delle più pittoresche visioni della Basilica Palladiana.

Porton del Luzo. L’antico torrione medioevale il cui nome, secondo una leggenda, deriva dalla pesca di un luccio di grandezza eccezionale, avvenuta nelle vicinanze. Ma è più probabile che il nome derivi dalla famiglia dei Lucii o da “Lucus”, bosco sacro posto alle pendici del vicino Monte Berico. Stradella della Fossetta Contrà della Piarda Fanton attraversiamo il Ponte di Viale Margherita scendendo lungo l’argine del Bacchiglione, lasciando sulla destra lo Stadio Menti e la zona conosciuta come “Campo de Nane”.
In contrà San Pietro, sorge la chiesa di San Pietro e il Convento delle Suore benedettine, centro spirituale che per secoli esercitò la sua giurisdizione fino a Grumolo delle Abbadesse. Il Convento fu trasformato in casa di riposo per anziani, conserva al suo interno la tomba del Conte Ottavio Trento opera di Antonio Canova. Sulla sinistra eretto nel 1400, l’oratorio dei Boccalotti, sede di una corporazione (fraglia), che aveva come insegna un boccale.

Porta Santa Lucia. Si arriva da San Domenico, attraversando via IV Novembre, seguendo una lunga fila di case costruite sulla cerchia delle mura medioevali, troviamo la Porta, edificata nel 1369, conserva un bassorilievo col leone di San Marco, scalpellato alla caduta della Repubblica Veneta, una lapide ricorda la battaglia tra Vicentini ed Austriaci del maggio-giugno 1848.

Parco Querini, ampia radura di verde che si diparte da un folto bosco di rubinie e platani, nel cui mezzo sorge un’isoletta sulla quale, nel 1820, l’architetto vicentino A. Piovene eresse un grazioso tempietto ionico. Sullo sfondo la seicentesca chiesa dell’Aracoeli, opera del Borrella, che progettò pure il santuario di Monte Berico. Attraverso via Chioare, dove l’Astichello sfocia nel Bacchiglione, usciamo in contrà san Marco dove si possono ammirare celebri palazzi, la chiesa Parrocchiale di San Marco si gira a sinistra per Contrà della Misericordia, sino al Ponte Novo

Porta Santa Croce: è uno dei più cospicui ed intatti avanzi dell’antica cinta medioevale, ultimo baluardo difensivo eretto dagli Scaligeri, datato 1385. E’ in via di sistemazione. Viale Mazzini, lungo il quale, sulla sinistra, si ammira lo sviluppo delle mura scaligere e al di là la pittoresca visione dell’abside e del campanile della chiesa di San Rocco.

Porta Nuova: costruita nel 1381 da Antonio della Scala, vicino al complesso fortificato della Rocchetta, di cui si ammirano le imponenti rovine. Distrutta e rifatta, inconsultamente abbattuta nel 1926. Nel 1848, tra queste mura si svolse un importante fatto d’armi, per la difesa di Vicenza, che si arrese il 10 giugno.

Dal nostro percorso mancano due porte Porta Lupia perchè Il Consiglio Comunale di Vicenza, il 14 maggio 1890, deliberò la demolizione della Torre e Porta San Bortolo, per motivi di viabilità.

 
Domenica 2 ottobre
Piazza Duomo
Ore 9.00